lunedì 26 luglio 2010

Infinitamente Se Stessi



Guardare il mare dalla spiaggia, creare quello spazio neutro che si genera in un mondo dove la tua vita è solamente qualcosa dalla quale desideri fuggire, o per la quale desideri riscoprire quella tua silenziosa natura che in ogni istante arde dentro di te… è come lo splendore di un tramonto, come la lucentezza dell’alba, come la semplicità di un colore e la irraggiungibilità di un’emozione… non è sentirsi finiti, è continuare a perseguire ciò che ti porta a capire che non si può essere come un numero primo: accompagnato per tutta la sua serie da un successivo che non si spegnerà mai, è sentirsi come qualcosa di unico e raro, forse incompleto ma proprio per questo, e per sempre, infinito…

venerdì 2 luglio 2010

Esami oppure "Esami"?



E’ curioso come oramai, nella nostra contemporaneità, il termine esame viene subito associato ad un concetto di valore, morale o materiale che esso sia, quando originariamente questa parola andava ad indicare le ponderate considerazioni di un alunno verso il suo “maestro”. Il compito più arduo è probabilmente riuscire a tornare a comprendere quello che realmente doveva essere il profondo senso di una parola, tanto ricca quanto infirmata dalle contaminazioni moderne; sempre più spesso si dice che la vita è una serie infinita di prove da superare, una più difficile dell’altra, alle quali non bisogna mai arrendersi e grazie alle quali bisogna imparare a conoscere sempre di più se stessi e a vivere la propria vita al meglio delle nostre capacità. Nessuno però mai prova a pensare come gli esami possano essere sempre difficili anche per coloro che si credono i più preparati o i più saggi: vi sarà sempre un ingenuo capace di fare almeno una domanda in più rispetto a tutte quelle a cui l’uomo saggio è in grado di rispondere, e per questo motivo arriveremo a chiederci: in quale di questi due uomini risiede la vera saggezza e la vera “volontà” della conoscenza? Chi tra loro ha davvero scoperto, esame dopo esame, la consapevolezza delle proprie capacità e l’infinito delle ambizioni della propria vita?

“Ognuno di noi va tanto più lontano quanto per lui sia realmente attendibile giungere”, riprendendo il sentimento romantico di un poeta del pensiero che risponde al nome di Holderlin, e tenendo a mente quel “valore essenzialmente morale, di prova di carattere e di volontà” che l’esame dovrebbe rappresentare, io stesso, di fronte a questo “destino”, mi sento indirizzato verso un bivio sconosciuto, un cammino cantato dai poeti e trasformato in valore dalle istituzioni, una strada che già tanti prima di me hanno percorso e della quale credono già di averne piena coscienza… questo è un sentiero solo mio! Non è più solo una prova, non più carattere o volontà, non più sogno o realtà, semplicemente un futuro chiamato vita.

mercoledì 30 giugno 2010

Tra palco e realtà...


Ecco come ci si sente, sempre diversi e mai soddisfatti di ciò che si riesce ad ottenere, a creare, a vivere... Deve essere davvero strano vivere nella normalità, penso ke non si riesca mai a vivere un istante da persona come tante altre, ognuno per se stesso e per gli altri ha sempre una sua particolarità e perciò ognuno ha i propri obiettivi, le proprie ambizioni, i propri sogni, che non sempre sono i sogni che gli altri vedono in te... A volte ti senti il re del mondo e a volte pensi ke non bastano le tua braccia a reggerlo in groppa: nasci, cresci, vivi, gioisci, soffri, muori; vivi da bambino, adolescente, ragazzo, uomo, riski in ogni tua scelta di rimpiangere qualsiasi secondo che stai passando eppure cerchi sempre di decidere per il tuo meglio ma a volte non sei sempre tu a poterlo fare... destino? no, non mi riferisco a quello... Ci sono scelte che non possono dipendere da te, decisioni che ti trovi costretto ad affrontare, magari soffrire per sperare in una gioia ancora più grande o semplicemente abbndonarsi per timore di non vivere mai quella felicità... Come si può giudicare quello che sei o che sei in grado di fare, o come puoi giudicare te stesso? il 10% delle nostre abilità ci deriva dal nostro talento ma il 90% viene tutto grazie all'impegno cn cui ti cimenti in essa eppure a volte non basta mai... Come si può riuscire a rincorrere un mondo che va + in fretta di te? Arrivi a scalare sempre con più difficolta, tra insidie e quant'altro per vedere ke riesci a conquistare un traguardo che mai riesci a raggiungere, poi ti abbandoni e speri ke sia esso ad arrivare a te, ma mai nessuno ti regalerà nulla... Nessuno crede nelle tue grandi ambizioni ma solo nella possibilità di passare il tempo con la tua passione e proprio quando non fai + caso a quella tua passione xkè sei stanco di viverla così, ecco ke quel grande traguardo ti lancia un segnale fortissimo che ti porta fino a lui... Una volta riuscirai a raggingere la cima ma non saprai mai se è quella la più alta dalla quale potrai guardare in basso. così ti trovi ancora nei dubbi, ancora nel timore di sbagliare o forse di riuscire... Ti ritrovi in un profondo buco "Tra palco e realtà"...